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Shemà
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top
mwcwmwdaShemà (mwdqin ebraico שְׁמַעmwdg?, "ascolta!"), talvolta mwdwmweashemà Israel (mweqin ebraico שְׁמַע יִשְׂרָאֵל?, Šəmaʿ Yīsrāʾēl, "Ascolta, [o] Israele!", pronuncia [ʃəˈma jisʁaˈɛl] per l'ebraico contemporaneo, [ʃəˈmaʕ jisraˈʔel] per l'mwfaebraico biblico), è una mwfqpreghiera della liturgia mwfgebraica. È in genere considerata la preghiera più sentita, forse assieme al mwfwmwgaKaddish.cite-ref-shma-1-0[1] La sua lettura (chiamata mwhqQiriat Shema) avviene due volte al giorno, nella preghiera mattutina e in quella serale. mwhgShemà Israel sono le mwhwprime due parole di una sezione della mwiamwiqTōrāh (mwigPentateuco nella mwiwBibbia ebraica): il primo versetto, infatti, incorpora l'essenza mwjamonoteistica dell'mwjqebraismo – «Ascolta, O Israele: il mwjgSignore è il nostro mwjwDio, il Signore è uno» (mwkain ebraico שְׁמַע יִשְׂרָאֵל ה' אֱלֹהֵינוּ ה' אֶחָדmwkq?), presente in mwkgDeuteronomio 6,4cite-ref-2[2], a volte tradotto alternativamente con «Il Signore è nostro Dio, Shemà il Signore uno solo». Gli Ebrei osservanti considerano lo Shemà la parte più importante del servizio liturgico di preghiera nell'mwlwebraismo e recitarlo due volte al giorno è una mwmamwmqmitzvah (comandamento religioso, precetto). È tradizionale per gli mwmgebrei recitare lo Shemà come ultime parole, e per i genitori insegnare ai propri figli a dirlo la sera prima di andare a dormire.cite-ref-shma-1-1[1]cite-ref-jvirtual-3-0[3]
Il termine "Shema" è usato per estensione come riferimento alle preghiere quotidiane che iniziano con le parole mwpaShema Israel; queste comprendono le sezioni della mwpqTorah (mwpgDeuteronomio 6,4-9cite-ref-4[4], mwqwDeuteronomio 11,13-21cite-ref-5[5] e mwsaNumeri 15,37-41cite-ref-6[6]) che vengono lette con le mwtqporzioni bibliche settimanali (mwtgmwtwparashot) mwuamwuqVa'etchanan, mwugmwuwEikev e mwvamwvqShlach rispettivamente.cite-ref-shma-1-2[1]
Contents
• Storia
• Premessa
• Il testo
• Analisi
• Maariv
• Note
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Storia
Originariamente lo mwxqShemà consisteva di un solo versetto: mwxgDeuteronomio 6,4cite-ref-7[7] (si veda mwywTalmud mwzamwzqSukhah 42a e mwzgBerachot 13b). La recitazione dello Shemà nella mwzwliturgia ebraica, tuttavia, consiste di tre porzioni: mwaaDeuteronomio 6,4-9cite-ref-8[8], mwbqDeuteronomio 11,13-21cite-ref-9[9] e mwcgNumeri 15,37-41cite-ref-10[10]. Le tre porzioni vengono già citate nella mwdwMishnah (mweaBerachot 2:2) e si riferiscono a temi centrali per la mweqfede ebraica. Nella Mishnah (mwegBerakhot 2:5) la recitazione dello Shemà era collegata alla riaffermazione del proprio rapporto personale con l'autorità di mwewDio. Letteralmente, recitare lo Shemà voleva dire "ricevere il mwfaregno dei cieli".cite-ref-11[11]
Inoltre il mwggTalmud afferma che nelle tre porzioni si possono riscontrare sottili riferimenti ai mwgwDieci Comandamenti. Poiché i Dieci Comandamenti furono rimossi dalla preghiera quotidiana nel periodo mwhamishnahico (mwhq70-mwhg200), lo Shemà viene considerato un'opportunità per commemorarli.cite-ref-shma-1-3[1]
Ci sono due mwjalettere più grandi nella prima frase (mwjqajin mwjgע e mwjwdaleth mwkaד) che, una volta combinate, formano "mwkqעד". In mwkgebraico ciò significa "testimone". L'idea che pertanto viene trasmessa è che, attraverso la recitazione o proclamazione dello Shemà, la persona è un testimone vivente che attesta la verità del messaggio. Le mwkwscuole cabalistiche moderne, tra cui principalmente quella dell'mwlaArizal (mwlqIsaac ben Solomon Luria), insegnano che quando si recita l'ultima lettera della parola ebraica "ecḥad" (mwlgאחד), che significa "uno", si intende di essere pronti a "morire in Dio".cite-ref-12[12]
Struttura
Lo mwnqShema è costituito da una premessa, fatta di due versi, e da tre parti, costituite da brani della mwngmwnwTorah:
• La prima da mwogmwowDeuteronomio, mwpa6,4-9cite-ref-13[13]
• La seconda da mwqgDeuteronomio, mwqw11,13-21cite-ref-14[14]
Premessa
La premessa è di fondamentale importanza, e costituisce, in una frase, il riassunto dei concetti fondamentali della religione ebraica:cite-ref-bachya-16-0[16]
mwvwשמע ישראל י*ה*ו*ה אלהינו י*ה*ו*ה אחד
mwwqAscolta, Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno. Questa frase, che dà il nome alla preghiera, contiene il mwwgTetragramma biblico יה*ו*ה, non pronunciabile, e quindi viene letta mwwwShema' Ysrael, Ado-nai Eloheinu, Ado-nai ehad, e pronunciata coprendosi gli occhi. mwxaAdonai ("Signore") è la resa in traduzione del tetragramma, nome che, essendo mwxqsacro, non viene riportato in modo completo, in quanto il materiale su cui è apposto potrebbe degenerarsi e quindi desacralizzare lo stesso nome.cite-ref-17[17]
Il tetragramma era pronunciato una volta l'anno dal mwywSommo Sacerdote (mwzaKohen Gadol) appunto in questa frase ed all'interno del Qodesh HaKodashim (mwzqmwzgSancta Sanctorum) del mwzwTempio. Il popolo ne copriva il suono, in modo da non sentirne la pronuncia, proclamando ad alta voce la seconda frase della preghiera (che oggi è pronunciata soltanto a bassa voce, ad eccezione del giorno di Kippur):cite-ref-jvirtual-3-1[3]
mw1qברך שם כבד מלכותו לאולם ועד
mw1wBaruch shem kevod malkhuto leolam va'ed
mw2qSia benedetto il santo Nome del Suo Regno per sempre ed in eterno
che è appunto la seconda frase della premessa.cite-ref-bachya-16-1[16]
Il testo
Il testo, formato dalle tre parti (vedi sopra), è anch'esso di origine biblica e contiene precetti importanti per la vita ebraica: la dedizione alla fede, l'obbligo di istruzione dei figli, e la sua continuità, la proibizione dell'idolatria, e l'obbligo di osservanza delle mw4qmizvot.cite-ref-bachya-16-2[16]
«Ascolta Israele il Signore è nostro Dio. Il Signore è uno. Benedetto il Suo nome glorioso per sempre. E amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze. E metterai queste parole che Io (cioè Dio) ti comando oggi, nel tuo cuore, e le insegnerai ai tuoi figli, pronunciandole quando riposi in casa, quando cammini per la strada, quando ti addormenti e quando ti alzi. E le legherai al tuo braccio, e le userai come separatore tra i tuoi occhi, e le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte (delle città). E sarà, se ascolterete i Miei comandamenti, che oggi vi do, di amare il vostro Dio e di onorarlo con tutto il vostro cuore, con tutta la vostra anima e con tutte le vostre forze, (allora) vi darò rugiada per le vostre terre, pioggia primaverile ed estiva, così raccoglierete le vostre granaglie, il vostro vino ed il vostro olio, e darò erba per il tuo bestiame, e mangerete e sarete soddisfatti. Ma guardatevi dall'aprire i vostri cuori a rivolgervi al culto di altri dei, e di adorarli, perché (allora) l’ira di Dio sarà contro di voi, e chiuderà il cielo, e non ci sarà rugiada, e la terra non darà il suo prodotto, e passerete (sarete estinti) rapidamente dalla buona terra che Dio vi ha dato. E (quindi) mettete queste parole nel vostro cuore e nella vostra anima, e siano come parole sulle vostre mani e tra i vostri occhi, e insegnatele ai vostri figli, e pronunciatele quando riposate nelle vostre case, quando camminate per strada, quando vi addormentate e quando vi alzate, e scrivetele sugli stipiti delle vostre case e sulle vostre porte. Così saranno moltiplicati i vostri giorni e di giorni dei vostri figli nella terra che Dio promise ai vostri padri di dare loro, per tanto quanto durano i giorni del cielo sulla terra. E Dio disse a Mosè: di' ai figli di Israele di fare d’ora in poi delle frange agli angoli dei loro vestiti, e vi sia un filo azzurro in ognuna di queste frange. Questi saranno i vostri zizzit, e guardandoli ricorderete i precetti divini, e li osserverete, e non seguirete i (vezzi del) vostro cuore e (le immagini dei) vostri occhi, che vi fanno deviare seguendoli. Così ricorderete e osserverete tutti i precetti, e sarete santi per il vostro Dio. Io sono il Signore Dio vostro, che vi ha fatto uscire dalla terra di Egitto per essere il vostro Dio, Io sono il Signore, vostro Dio.»
(Shemàcite-ref-18[18])
Analisi
Prima parte (VeAhavtà)
Recita: mw9gE amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze. E metterai queste parole che Io ti comando oggi, nel tuo cuore, e le insegnerai ai tuoi figli, pronunciandole quando riposi in casa, quando cammini per la strada, quando ti addormenti e quando ti alzi. E le legherai al tuo braccio, e le userai come separatore tra i tuoi occhi, e le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte (delle città).cite-ref-19[19]
È qui contenuto (mw-ae le insegnerai ai tuoi figli) il comandamento dell'insegnamento alle nuove generazioni - in modo letterale solo di alcuni precetti, ma per usanza generale, e nell'esegesi mw-qtalmudica, insegnamento in senso lato, la conoscenza della Torah soprattutto, ma anche di altre scienze; il tutto rafforzato dalla costanza del precetto (mw-gquando riposi in casa, quando cammini per la strada, quando ti addormenti e quando ti alzi). Ed anzi, l'istruzione e l'amore per Dio devono essere un simbolo visibile (mw-we le legherai al tuo braccio, e le userai come separatore tra i tuoi occhi, e le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte). Nella pratica, questo precetto si manifesta nell'indossare ogni mattina (tranne mwaqaShabbat e giorni di festa) i mwaqeTefillin, che appunto contengono scritti i precetti, e nell'apporre allo stipite delle porte della propria casa delle mwaqimezuzzoth che contengono i primi due dei tre brani dello Shema (cioè quelli contenenti il precetto degli stipiti).cite-ref-bachya-16-3[16]
Seconda parte (VeHayà)
Recita: «mwaqkE sarà, se ascolterete i Miei comandamenti, che oggi vi do, di amare il vostro Dio e di onorarlo con tutto il vostro cuore, con tutta la vostra anima e con tutte le vostre forze, (allora) vi darò rugiada per le vostre terre, pioggia primaverile ed estiva, così raccoglierete le vostre mwaqogranaglie, il vostro vino ed il vostro olio, e darò erba per il tuo bestiame, e mangerete e sarete soddisfatti. Ma guardatevi dall'aprire i vostri cuori a rivolgervi al culto di altri dei, e di adorarli, perché (allora) l'ira di Dio sarà contro di voi, e chiuderà il cielo, e non ci sarà rugiada, e la terra non darà il suo prodotto, e passerete (sarete estinti) rapidamente dalla buona terra che Dio vi ha dato. E (quindi) mettete queste parole nel vostro cuore e nella vostra anima, e siano come parole sulle vostre mani e tra i vostri occhi, e insegnatele ai vostri figli, e pronunciatele quando riposate nelle vostre case, quando camminate per strada, quando vi addormentate e quando vi alzate, e scrivetele sugli stipiti delle vostre case e sulle vostre porte. Così saranno moltiplicati i vostri giorni ed i giorni dei vostri figli nella terra che Dio promise ai vostri padri di dare loro, per tanto quanto durano i giorni del cielo sulla terra».
Sembrerebbe una ripetizione della prima parte. Ma si noti il passaggio dalla seconda persona singolare («mwaqwquando riposi») a quella plurale («mwaq0quando riposate»). Ciò significa che i precetti sono una parola che riguarda il singolo, ma anche una parola che riguarda il popolo tutto. Ed anzi, il "castigo" viene citato solo in questa seconda parte («mwaq4...e la terra non vi darà il proprio prodotto...»), a mostrare che le responsabilità del popolo che ha stretto il Patto con Dio sono individuali e collettive.cite-ref-rabbi-20-0[20]
Terza parte (VaYòmer)
Recita: «mwaruE Dio disse a Mosè: di’ ai figli di Israele di fare d'ora in poi delle frange agli angoli dei loro vestiti, e vi sia un filo azzurro in ognuna di queste frange. Questi saranno i vostri mwarytzitzit, e guardandoli ricorderete i precetti divini, e li osserverete, e non seguirete i (vezzi de) l vostro cuore e (le immagini de)i vostri occhi, che vi fanno deviare seguendoli. Così ricorderete e osserverete tutti i precetti, e sarete santi per il vostro Dio. Io sono il Signore Dio vostro, che vi ha fatto uscire dalla terra di Egitto per essere il vostro Dio, Io sono il Signore, vostro Dio».
È singolare che in mezzo a precetti così importanti si parli di un capo di abbigliamento. Ma i simboli sono anch'essi importanti (i simboli, non le immagini) — per ricordare, per non dimenticare. E la precisazione, che sembra addirittura pignola, del filo azzurro? come può stare in un brano in cui si afferma tre volte un concetto ben più importante («mwargIo sono il vostro Dio»)? Può stare perché Dio l'ha detto, direbbe un semplice. Si, ma perché l'ha detto? Forse a significare l'unitarietà del popolo di Israele, che si estrinseca anche nelle frange dei vestiti e nel filo azzurro (che non esiste più, poiché il mwarkmollusco che dava il mwaropigmento sembra sia estinto). O forse a significare che anche nelle cose apparentemente meno importanti vi è la presenza di Dio. O forse ancora, per mostrare che tra due affermazioni terribili («mwarsAscolta, Israele, il Dio è nostro Signore, Dio è uno» e «mwarwIo sono il Signore, vostro Dio») vi è la vita quotidiana, che è fatta sì di precetti e di insegnamento ai figli, ma anche di agricoltura («mwar0così raccoglierete le vostre granaglie») e di vita sociale, cioè vestiti.cite-ref-21[21]
Sinossi esegetica
In sintesi, il contenuto scaturisce dall'affermazione della «unicità/unità della regalità di Dio». Pertanto, nella prima porzione, c'è il comando di «amare Dio con tutto il cuore, anima e forze» e di ricordarsi di insegnare queste parole importantissime ai propri figli nel corso della giornata. Obbedire a questi comandi, dice la seconda porzione, farà ottenere "ricompense", mentre disobbedirli procurerà punizioni. Per assicurare l'adempimento di questi precetti, Dio comanda inoltre un mwasqpromemoria pratico: indossare gli mwasutzitzit, «così vi ricorderete di tutti i miei comandi, li metterete in pratica e sarete santi per il vostro Dio» (mwasyNumeri 15,40cite-ref-22[22]).
La seconda riga citata, «Sia benedetto il santo Nome del Suo Regno per sempre ed in eterno», era originariamente un responso congregazionale alla dichiarazione dell'unità di Dio; viene quindi stampata in caratteri piccoli e recitata sottovoce, a riconoscere che non è, di per sé, una parte dei versetti biblici citati. La terza sezione dello Shema finisce formalmente a mwaswNumeri 15,41cite-ref-23[23], ma in realtà gli mwateebrei tradizionali terminano la recitazione dello Shema con la seguente parola del versetto successivo, mwatiEmet, o "Verità", come conclusione della preghiera. Un aspetto da considerare è che lo Shema è composto da 245 parole (ovviamente nel testo ebraico), ma 248 è tradizionalmente il numero delle parti del corpo, e quindi vi è l'usanza di ripetere alla fine le (2) parole mwatmSignore vostro Dio e aggiungere la succitata parola mwatqemet (verità), per raggiungere tale numero. La ragione è trasparente: come si dice («mwatucon tutto il tuo (vostro) cuore...») si vuole ribadire che il rapporto con Dio è totale, cioè interessa tutto il corpo o, in senso traslato, tutti gli aspetti della vita.cite-ref-24[24]
Recitazione
Una discreta parte del trattato mwauumwauyBerachot della mwaucMishnah è dedicata allo Shemà, da quante volte si deve dire, alle ore giuste per la recitazione. mwaugBerachot si chiede per prima cosa quale sia l'ora di recitazione dello Shemà serale, e nella mwaukGhemara, mwauoGhemara Berachot addirittura inizia chiedendosi perché il trattato della Mishnah inizi con una domanda sulla recitazione dello Shemà serale (perché non quello mattutino?) Ma, se si leggono le discussioni, si capisce che non è l'ora di lettura il punto importante, ma il concetto della discussione sulle regole.cite-ref-25[25]cite-ref-26[26]
La mwavqmwavuTōrāh afferma che «queste parole» siano dette «quando ti coricherai e quando ti alzerai» (mwavyDeuteronomio 6,7cite-ref-27[27]).
Come già accennato, il primo libro del mwavwTalmud, Trattato mwav0mwav4Berachot, si apre con una discussione di quando esattamente si debba recitare lo mwav8Shemà. La mwawaMishnah collega il tempo della recitazione con i particolari del ritmo della vita del mwaweTempio di Gerusalemme, dicendo che lo Shemà deve essere recitato la sera quando i mwawiKohanim (sacerdoti ebrei) che erano ritualmente impuri (mwawmtamei, quindi non idonei a servire nelle funzioni) entrano a consumare le loro mwawqmwawuTerumah (mwawyofferte elevate). La mwawcGhemara contiene un'estesa discussione di quando esattamente ciò aveva luogo, con un consenso generale sul fatto che avvenisse di sera, al tramonto o dopo che tre stelle fossero visibili. Una discussione simile descrive lo Shemà mattutino, che può essere recitato alla prima luce che antecede l'alba, appena si possono discernere i colori.cite-ref-pray-28-0[28]
Lo Shemà non deve necessariamente essere recitato in mwaw0ebraico. Può essere detto in qualsiasi lingua che il fedele capisca, ma «il miracolo delle mwaw4lettere ebraiche rende la preghiera molto più potente, anche se non se ne comprendono le parole» (mwaw8Berakhot 2:3). È quasi un'usanza universale tra ebrei osservanti recitarla in ebraico.cite-ref-29[29]
Secondo la tradizione mwaxuortodossa e quella dell'mwaxyebraismo conservatore, lo Shemà dovrebbe essere recitato due volte al giorno, che uno sia in grado o meno di presenziare ad una funzione con mwaxccongregazione di fedeli (mwaxgmwaxkminian). La recitazione deve essere svolta in un luogo adatto, che esprima riverenza e devozione.cite-ref-pray-28-1[28]
Lo Shemà, o quanto si possa recitare del primo versetto secondo le circostanze, viene tradizionalmente enunciato da una persona morente quale parte dell'affermazione di fede in punto di morte. È inoltre recitato verso la fine del servizio di mwax8Ne'ilacite-ref-30[30] durante lo mwayqYom Kippur.
Nella liturgia, inoltre, lo Shemà è preceduto da una mwayypreghiera particolare, mwayc"Ahavat 'olam"; nel corso di questa si uniscono i quattro mwaygtzitziot (frange del mwayktalled), subito prima della formulazione della frase mwayo"arba canfot ha-arez (i quattro angoli della terra)"; gli tzitziot vengono tenuti nella mano destra per coprirsi gli occhi durante la recitazione del primo versetto, e vengono guardati (a volte baciati) nella terza parte, in corrispondenza della ripetizione della parola mways"mwaywtzitzit".cite-ref-pray-28-2[28]
Donne e Shemà
Nell'mwazqebraismo ortodosso, alle donne non è richiesto di recitare lo Shemà (come comando della mwazuTorah),cite-ref-31[31] come per altri precetti con scadenze temporali che potrebbero interferire sui loro obblighi familiari tradizionali; in ogni modo, esse sono obbligate a pregare almeno una volta al giorno, senza una prescrizione specifica di liturgia e molte adempiono tale obbligo mediante preghiere come lo Shemà.cite-ref-aish-32-0[32]
L'mwaz8ebraismo conservatore generalmente ritiene le donne ebree obbligate a recitare lo Shemà allo stesso tempo degli uomini. L'mwaaaebraismo riformato e quello mwaaericostruzionista non tengono in considerazione i requisiti rituali suddivisi tra uomini e donne secondo la mwaaiHalakhah (Legge ebraica) tradizionale, inclusi gli obblighi per gli uomini ma non per le donne di recitare preghiere specifiche in tempi specifici, secondo le circostanze correnti; ritengono invece che entrambi i sessi possano adempiere tutti i requisiti devozionali, senza distinzioni.cite-ref-aish-32-1[32]
Tuttavia è tradizione per tutti — donne, uomini e bambini — recitarla.cite-ref-referencea-33-0[33] La Mishnahcite-ref-34[34] consiglia che il tempo di recitazione non deve andare oltre la 3ª ora, ma anche dopo tale periodo può sempre essere letta, poiché contiene espressioni dell'unità di Dio, fede nel Creatore, e altre devozioni.cite-ref-aish-32-2[32]cite-ref-35[35]
È importante insegnare ai bambini a recitare il primo versetto e successivi paragrafi non appena sono in grado di comprenderne il significato. Le donne non sono costrette dalle scansioni temporali a recitarlo e, pertanto, non sono tenute a dirlo che negli orari stabiliti. mwaboRabbi Ephraim Greenblattcite-ref-referencea-33-1[33] cita con approvazione il saggio mwab8Rashba (Shlomo ben Aderet), che afferma che l'ultima serie di mwacaBenedizioni sono nello Shemà, basandosi sui giudizi di mwaceMaimonide.cite-ref-bless-36-0[36]
Benedizioni associate
Le mwadabenedizioni ebraiche che precedono e seguono lo mwadeShemà sono tradizionalmente attribuite ai membri della mwadiGrande Assemblea e furono istituite per la prima volta nella liturgia del mwadmTempio di Gerusalemme.cite-ref-bless-36-1[36]
Secondo il mwadkTalmud, la lettura dello Shemà mattina e sera adempie il comandamento "Mèditalo giorno e notte" (mwadoGiosuè 1,8cite-ref-37[37]). Appena il bambino inizia a parlare, suo padre viene diretto ad insegnargli il versetto "Mosè ci ha prescritto una legge, un'eredità dell'assemblea di Giacobbe" (mwad8Deuteronomio 33,4cite-ref-38[38]), ed insegnargli anche a leggere lo Shemà (Talmud, mwaeqmwaeuSukkah 42a). la recitazione del primo versetto dello Shemà è chiamata "l'accettazione del giogo della regalità di Dio" (mwaeykabalat ol malchut shamayim) (Mishnah mwaecBerachot 2:5). mwaegGiuda il Principe, che passava tutto il giorno immerso nei suoi studi ed a insegnare, pronunciava solo il primo versetto dello Shemà al mattino (Talmud mwaekBerachot 13b) "mentre si passava le mani sugli occhi", il che pare essere l'origine dell'usanza ebraica di coprirsi gli occhi con la mano destra mentre si recita il primo versetto.cite-ref-bless-36-2[36]
Il primo versetto dello Shemà è recitato ad alta voce, insieme allo mwae8Chazzan e alla congregazione, che risponde con la benedizione istituita mwafarabbinicamente mwafeBaruch Shem ("Benedetto sia il mwafiNome") in silenzio (mentalmente) prima di continuare il resto dello Shemà.cite-ref-39[39] Solo durante lo mwafcYom Kippur questo responsorio viene detto ad alta voce. La parte rimanente dello Shemà viene letta in silenzio. I mwafgSefarditi recitano tutto lo Shemà ad alta voce, per intero, eccetto il mwafkBaruch Shem. Anche gli mwafoebrei riformati recitano l'intero primo paragrafo dello Shemà ad alta voce.cite-ref-bless-36-3[36]
Shacharit
Durante mwageShacharit, ci sono due benedizioni prima dello Shemà e una dopo. Queste numerazioni, due prima ed uno dopo, sono basate sella mwagiMishnah Trattato mwagmBrachot, Capitolo 11, che afferma: «Al mattino uno benedice due prima ed uno dopo», sebbene ci sia la questione della mwagqLegge ebraica se uno reciti queste benedizioni mwagunello Shemà, o mwagyattorno allo Shemà. La conclusione a cui si è arrivati è che debbano essere benedizioni mwagcattorno allo Shemà, perché la struttura è simile a quella delle benedizioni della mwaggmwagkTōrāh, e persiste il dubbio se tale benedizioni possano invero mwagointensificare lo Shemà.cite-ref-targum-40-0[40]
Le due benedizioni che sono recitate prima dello Shemà sono mwahaYotzer ohr (Creatore di Luce) e mwaheAhava Rabbah ([Con] tanto amore). La benedizione successiva è nota come mwahiEmet Vayatziv (Vero e certo).cite-ref-targum-40-1[40]
Maariv
Durante il mwahkMaariv,cite-ref-41[41] ci sono due benedizioni prima dello Shemà e tre dopo. Le due prima sono mwah4HaMaariv Aravim e mwah8Ahavat Olam (Amore eterno). Le tre benedizioni successive sono mwaiaEmet V'Emunah (Vero e fedele), mwaieHashkiveinu e mwaiiBaruch Hashem L'Olam, sebbene quest'ultima non venga recitata durante lo mwaimShabbat o mwaiqYom Tov.cite-ref-targum-40-2[40]
Shemà notturna
Prima di addormentarsi, viene recitato il primo paragrafo dello Shemà. Questo è un comandamento non solo dato nella mwajiBibbia (in mwajmDeuteronomio mwajq6,6–7cite-ref-42[42]), ma anche accennato in altri versetti come "Sul vostro letto riflettete col cuore e placatevi" (mwajkSalmi 4,4-5cite-ref-43[43]).
Alcuni hanno anche l'abitudine di leggere tutti e tre i paragrafi, insieme ad un'intera lista di mwaj8Salmi, il mwakamwakeTachanun e altre preghiere. Nel suo complesso, questa pratica è chiamata mwakiK'riat Shema she-al ha-mitah. Secondo l'mwakmArizal, leggere questa preghiera intera con grande concentrazione è efficace anche a purificare dai propri peccati. Questo viene discusso nel libro del mwakqmwakuTanya.cite-ref-bless-36-4[36]cite-ref-44[44]
Altre occasioni
L'esortazione da parte del mwalaCohen ("sacerdote") nel richiamare mwaleIsraele alle armi contro un nemico (che non è valido quando il mwaliTempio di Gerusalemme non esiste più) include anche lo mwalmShemà Israel (mwalqDeuteronomio mwalu20,3cite-ref-45[45]; mwaloTalmud mwalsmwalwSotah 42a).cite-ref-jvirtual-3-2[3]
mwamiRabbi Akiva pazientemente sopportò che la propria carne venisse squartata con aculei di ferro e morì recitando lo Shemà: pronunciò l'ultima parola della frase, mwammEḥad ("uno") esalando il suo ultimo respiro (mwamqTalmud mwamumwamyBerachot 61b). Da allora, è tradizione per gli mwamcebrei recitare lo Shemà come ultime parole. Così si testimonia accadde durante lo mwamgsterminio degli ebrei nelle mwamkcamere a gas durante l'mwamoOlocausto.cite-ref-46[46]
Roi Klein (m. mwane2006), un maggiore delle mwaniForze di difesa israeliane, disse lo Shemà prima di saltare su una mwanmgranata per salvare i compagni durante la mwanqGuerra del Libano (2006), secondo la pratica tradizionale ebraica di recitare lo Shemà quando uno crede di star per morire.cite-ref-47[47]
Musica e letteratura
mwansArnold Schönberg usò lo Shemà come parte della storia per la sua opera orchestrale mwanwmwan0Un sopravvissuto di Varsavia (1947), oratorio per voce recitante, coro maschile ed orchestra – composizione in stile mwan4dodecafonico.
Nel mwaoamusical mwaoeParade, basato su avvenimenti realmente accaduti, il personaggio principale Leo Frank, accusato ingiustamente dell'omicidio di un operaio bambino presso una fabbrica di matite che egli dirige, recita lo mwaoiShema Israel quando una banda di mwaommwaoqvigilanti lo rapisce e lo impicca nelle scene finali dell'opera.
mwaoyVersioni pop sono state pubblicate dai cantanti Mordechai ben David e mwaogSarit Hadad.
Nel mwaoofilm di mwaosDarren Aronofsky, mwaowmwao0π - Il teorema del delirio, Max Cohen e Lenny Meyer in una scena recitano i primi tre versetti dello Shemà.cite-ref-48[48]
Ne mwapmmwapqL'uomo venuto dal Kremlino, mwapuAnthony Quinn, nelle vesti di fittizio Papa Kiril, esplora i vicoli di mwapyRoma dissimulato come semplice prete, e recita lo Shemà al capezzale di un mwapcebreo romano morente.
Il mwapkcantante e mwaporapper mwapsMatisyahu recita lo Shemà nelle sue canzoni mwapwmwap0Got no water e mwap4mwap8Tel Aviv'n.
Il musicista Yaakov Shwekey nel suo "Shema Yisrael," usa la storia di Rabbi Eliezer Silver che salvò molti bambini ebrei nascondendoli in monasteri cristiani durante l'mwaqmOlocausto e lo caratterizza mentre recita il primo versetto dello Shemà.
Allo Shemà s'ispira la poesia mwaquSe questo è un uomo di mwaqyPrimo Levi, scritta all'inizio del romanzo mwaqcmwaqgSe questo è un uomo.
Unità divina dello Shemà nella filosofia chassidica
La seconda sezione del testo mwarichassidico mwarmmwarqTanya, di mwaruSchneur Zalman di Liadi (mwaryShaar Hayichud Vehaemunah-Porta di Unità e Fede), include il mwarcpanenteismo mwargmistico del fondatore del mwarkChassidismo, il mwaroBaal Shem Tov, nella mwarsspiegazione filosofica (mwarwmwar0Chassidut). Espone l'interpretazione chassidica dell'Unità di Dio nelle prime due righe dello Shemà, basandosi sulla loro interpretazione nella mwar4Cabala ebraica. L'enfasi sull'mwar8Onnipresenza divina e sull'mwasaImmanenza sottostà alla gioia chassidica e mwasemwasideveikuth, ed evidenzia la trasformazione del materiale in adorazione e culto spirituale. In questa internalizzazione di idee cabalistiche, il seguace chassidico cerca di rivelare l'Unità e la sacralità nascosta in tutte le attività della vita.cite-ref-tanya-49-0[49]
mwasgFilosofi medievali razionalisti ebrei (esponenti dell'"mwaskHakirah"-"investigazione" razionale dei primi principi in supporto dell'mwasoebraismo), come mwassMaimonide, descrivono il monoteismo biblico col significato che esiste un solo Dio, e la Sua essenza è un'Unità infinita, semplice, unica. Il mwaswmisticismo ebraico fornisce una spiegazione più profonda, distinguendo tra l'essenza e l'emanazione di Dio. Nella mwas0Cabala ebraica e specialmente nel mwas4Chassidismo, l'Unità di Dio significa che non c'è nulla di indipendente dalla Sua essenza. La nuova dottrina, esposta nella mwas8Cabala lurianica, dello mwataTzimtzum ("Contrazione") di Dio, ricevette interpretazioni diverse dopo mwateIsaac Luria, dal letterale al metaforico.cite-ref-50[50] Per il Chassidismo e Schneur Zalman, non è pensabile prendere letteralmente la "Contrazione" di Dio che "rende possibile" la Creazione. Tzimtzum si riferisce solo a mwatyOhr Ein Sof ("Luce Infinita"), e non all'mwatcEin Sof (essenza divina) stesso. La vera infinità di Dio è rivelata sia nell'infinito complementare (luce infinita) sia nel finito (luce finita). La "Contrazione" fu solo un occultamento della Luce Infinita nell'essenza di Dio, per permettere alla luce finita potenzialmente latente di emergere dopo il Tzimtzum. Dio Stesso ne rimane inalterato ("Io sono il Signore, non cambio" mwatgMalachia 3,6cite-ref-51[51]). La Sua essenza è Una, sola, prima della Creazione, e Una, sola, dopo la Creazione, senza cambiamento alcuno. poiché lo Tzimtzum fu solo un occultamento, pertanto l'Unità di Dio è Onnipresente.cite-ref-tanya-49-1[49] Secondo la nuova interpretazione del Baal Shem Tov, la mwaueDivina Provvidenza influenza ogni dettaglio della Creazione. Il "movimento di una foglia nel vento" fa parte della rivelazione della presenza divina, ed è parte necessaria del mwauimwaumTikkun completo ("Riparazione" nella Cabala). Questa consapevolezza dell'amorevole fine divino e dell'importanza di ogni individuo, risveglia l'amore e timore di Dio.cite-ref-tanya-49-2[49]cite-ref-52[52]
Schneur Zalman spiega che l'Unità di Dio ha due livelli, che sono entrambi paradossalmente veri. Il testo principale della Cabala, lo mwau0mwau4Zohar, descrive il primo versetto dello Shemà ("mwau8Ascolta, Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno") come l'"Unità di livello superiore", e la seconda riga ("mwavaSia benedetto il santo Nome del Suo Regno per sempre ed in eterno") come l'"Unità di livello inferiore". Schneur Zalman di ciò fornisce la spiegazione chassidica. Nella Cabala, tutta la Creazione è dipendente dalla "mwaveLuce che Riempie tutti i Mondi", immanente e potenzialmente finita, che ogni Creazione riceve continuamente. Tutto è mwavibittul- nullificato nella luce, sebbene nel nostro reame terreno questa dipendenza completa sia nascosta. Da questa prospettiva, di Dio che conosce la Creazione nei Suoi propri termini, la Creazione esiste, ma la vera essenza di ogni cosa è soltanto la scintilla divina che la ricrea continuamente dal nulla. Dio è Uno, poiché niente ha un'esistenza indipendente senza questo flusso continuo di "Volontà Divina a Creare". Questa è l'Unità di Livello Inferiore.cite-ref-tanya-49-3[49]
In relazione all'essenza di Dio, la Creazione non produce nessun cambiamento o contrazione. Tutta la Creazione avviene "entro" Dio. "Non c'è nulla all'infuori di Dio". L'abilità di creare può solo provenire dell'essenza divina infinita, rappresentata dal mwavgNome di Dio, il mwavkTetragramma. Tuttavia, "Non sta nell'essenza del Divino creare Mondi e sostenerli", poiché tale abilità è soltanto esterna all'essenza Infinita. La Creazione deriva solo dalla "parola" rivelatrice di Dio (come in mwavoGenesi 1cite-ref-53[53]), e anche questo è dissimile dalla parola esterna dell'essere umano, dato che anch'essa rimane "entro" Dio. Da questa prospettiva superiore di Dio che conosce Se stesso nei Propri termini, la Creazione non esiste, poiché è nulla in rapporto all'essenza di Dio. Tale mwav8Acosmismo mwawaMonistico è l'"Unità di Livello Superiore", poiché da tale prospettiva solo Dio esiste.cite-ref-tanya-49-4[49]
Shemà nel cristianesimo
Shemà è una delle frasi della mwawcBibbia ebraica che vengono citate nel mwawgNuovo Testamento. mwawkMarco 12,29-31cite-ref-54[54] riporta che mwaw4Gesù di Nazaret considerava l'esortazione iniziale dello Shemà quale primo dei suoi due mwaw8più grandi comandamenti e connesso ad un secondo (basato su mwaxaLevitico 19,18cite-ref-55[55]): "Il primo comandamento di tutti è: «Ascolta, Israele: Il Signore Dio nostro è l'unico Signore», e: «Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza». Questo è il primo comandamento. E il secondo è simile a questo: «Ama il tuo prossimo come te stesso». Non vi è alcun altro comandamento maggiore di questi." Anche in mwaxuLuca 10,25-27cite-ref-56[56] lo Shemà è collegato a mwaxoLevitico 19,18cite-ref-57[57], ma dall'interrogatore ("un dottore della legge"), prima che Gesù gli dia ragione. I versetti di mwax8Deuteronomio 6,5cite-ref-58[58] e mwayqLevitico 19,18cite-ref-59[59] entrambi iniziano con mwaykve'ahavta, "e tu amerai". In mwayoLuca pare che questa connessione tra i due versetti fosse già parte della discussione culturale o della pratica del tempo.cite-ref-60[60]
Lo Shemà è stato inoltre incorporato nella mwazaliturgia cristiana. Il mwazemwaziLibro delle preghiere comuni degli mwazmanglicani in uso in mwazqCanada dal mwazu1962, include lo Shemà nel suo Sommario della Legge.cite-ref-61[61] Dal mwazo2012, quando la versione liturgica anglicana del succitato Libro delle preghiere è stata adattata per utilizzarla in mwazsCanada da parte dell'mwazwOrdinariato personale della Cattedra di San Pietro, lo Shemà viene recitato anche dai mwaz0cattolici.cite-ref-62[62]
Shemà nell'islam
Note
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Voci correlate
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) Shema, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwbccRecitazione dello Shema, con musica su mwbcgYouTube
• mwbcoTesto traslitterato dello Shema, sul sito della Comunità Ebraica di Roma
• mwbcwTraslitterazione e testo italiano, con commento di Rav Elia Kopciowski (già rabbino capo di Milano)
• mwbc4Approfondimenti sulla Torah e sull'ebraismo, su PensieridiTora.it.
• mwbdaEbraismo italiano, su e-brei.net.
• mwbdiTutti i testi in italiano della Torah, Neviìm, Ketuvìm (avente come acronimo di Ta.Na.K), ricerche testo, libro, titolo, verso tramite motore di ricerca
• mwbdqLa Torah in ebraico (caratteri con punteggiatura) e tutto il Ta.Na.K, suddiviso per argomenti, parashot, e perekim, su kosherlive.com.
• mwbdyTorah.it - Sito completamente dedicato allo studio della Torah e dell'Ebraismo (in italiano).
• mwbdgVirtual Yeshiva Lezioni in italiano sulle porzioni settimanali della Torah e su vari temi dell'ebraismo
• mwbdo(EN) mwbds"Shema", voce della mwbdwmwbd0Jewish Encyclopedia
• mwbd8(EN) Recitazione dello "Shema Yisrael", su beki.org. URL consultato il 4 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2009).
• mwbee(EN) mwbeiSpiegazione dello Shema, di Rabeinu Bachya
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